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Centro agricolo-naturalistico la Bosa di Careggine
La conservazione della biodiversità di specie vegetali coltivate delle Alpi Apuane ha qui il suo centro di eccellenza.

Orto Botanico "Pietro Pellegrini" di Pian della Fioba
La conservazione della biodiversità di specie vegetali spontanee delle Alpi Apuane ha qui la sua struttura storica.

 

Le Apuane nel loro nome

Quali specie animali e vegetali portano nel loro nome scientifico l'indicazione geografica delle Alpi Apuane?

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Triturus alpestris apuanus (Bonaparte)

il tritone visto da vicino (clicca qui)

Due nuove piante carnivore
Le Pinguicole endemiche delle Apuane

 

Gli Alberi monumentali delle Apuane

alt tagL'elenco aggiornato dei grandi patriarchi, che vegetano nell'area protetta e contigua, con tutte le informazioni su altezza della chioma, circonferenza del fusto, stato di salute ed età presunta.

Scoperto ad Orto di Donna un faggio ultrasecolare
Le visite in un territorio storicamente vissuto e studiato come quello delle Alpi Apuane, possono lo stesso riservare felici sorprese. Questa è il caso di un esemplare annoso e gigantesco di faggio (Fagus sylvatica L.), rinvenuto oggi in località Orto di Donna (Comune di Minucciano), all'interno del Parco, verso i 1300 metri di quota. Il fusto del "Patriarca" misura 3,11 m di circonferenza e con la chioma si spinge ad un'altezza di 25 m dal suolo. L'età non è conosciuta, ma potrebbe tranquillamente superare i due secoli.
L'esemplare di Orto di Donna si aggiunge ad altri faggi monumentali delle Alpi Apuane, che vegetano, ad esempio, alla Fania di Stazzema (con 3,8 m di circonferenza), a Compito di Stazzema (ancora di 3,8 m) e a Sella di Pescaglia (3,1 m)
 

Piccoli abeti crescono...

Primi risultati dal progetto per la conservazione della popolazione spontanea delle Alpi Apuane

Sono rimasti soltanto in quattordici alberi, non tutti in buone condizioni di salute. Arroccati sulle pendici scoscese del versante nord del M. Contrario, hanno una enorme difficoltà a riprodursi, quasi soffocati dai faggi invadenti, dopo aver dominato il paesaggio forestale delle Alpi Apuane nel Postglaciale fino all'alto Medioevo.
il Parco si è preso a cuore la sorte della popolazione apuana di Orto di Donna-Val Serenaia che, insieme a quella della Verna (Arezzo), rappresentano le uniche meritevoli di essere incluse nel Repertorio regionale della Toscana per la conservazione del germoplasma dell'abete bianco. La strategia di difesa di questa piccolissima popolazione, giunta sull'orlo dell'estinzione, prevede diversi interventi. Tra questi anche la produzione di nuove piantine da seme raccolto da piante-madri di Orto di Donna-Val Serenaia.
 
Così è stato fatto nell'autunno scorso, non senza difficoltà per la natura dei luoghi e l'altezza delle piante. Da qualche settimana, i semi hanno germogliato e le nuove piantine hanno iniziato il loro lento accrescimento.
Nelle prime foglie verdi dischiuse, la speranza di aver salvato gli ultimi abeti bianchi delle Apuane.

Il progetto di salvaguardia di Abies alba Mill.
è pubblicato in due articoli della rivista del Parco, Acta Apuana, VI (2007).
In sintesi, il progetto è consultabile
cliccando qui

(20 giugno 2010)