Gli
Alberi monumentali delle Apuane
L'elenco
aggiornato dei grandi patriarchi, che vegetano nell'area
protetta e contigua, con tutte le informazioni su
altezza della chioma, circonferenza del fusto, stato di
salute ed età presunta.
Scoperto ad Orto di
Donna un faggio ultrasecolare
Le visite in un
territorio storicamente vissuto e studiato come quello
delle Alpi Apuane, possono lo stesso riservare felici
sorprese. Questa è il caso di un esemplare annoso e
gigantesco di faggio (Fagus sylvatica L.), rinvenuto
oggi in località Orto di Donna (Comune di Minucciano),
all'interno del Parco, verso i 1300 metri di quota. Il
fusto del "Patriarca" misura 3,11 m di circonferenza e
con la chioma si spinge ad un'altezza di 25 m dal suolo.
L'età non è conosciuta, ma potrebbe tranquillamente
superare i due secoli.
L'esemplare di Orto di Donna si aggiunge ad altri faggi
monumentali delle Alpi Apuane, che vegetano, ad esempio,
alla Fania di Stazzema (con 3,8 m di circonferenza), a
Compito di Stazzema (ancora di 3,8 m) e a Sella di
Pescaglia (3,1 m)
Piccoli abeti crescono...
Primi risultati dal
progetto per la conservazione della popolazione
spontanea delle Alpi Apuane
 |
Sono rimasti
soltanto in quattordici alberi, non tutti in
buone condizioni di salute. Arroccati sulle
pendici scoscese del versante nord del M.
Contrario, hanno una enorme difficoltà a
riprodursi, quasi soffocati dai faggi invadenti,
dopo aver dominato il paesaggio forestale delle
Alpi Apuane nel Postglaciale fino all'alto
Medioevo.
il Parco si è preso a cuore la sorte della
popolazione apuana di Orto di Donna-Val Serenaia
che, insieme a quella della Verna (Arezzo),
rappresentano le uniche meritevoli di essere
incluse nel Repertorio regionale della Toscana
per la conservazione del germoplasma dell'abete
bianco. La strategia di difesa di questa
piccolissima popolazione, giunta sull'orlo
dell'estinzione, prevede diversi interventi. Tra
questi anche la produzione di nuove piantine da
seme raccolto da piante-madri di Orto di
Donna-Val Serenaia.
|
Così è stato fatto
nell'autunno scorso, non senza difficoltà per la
natura dei luoghi e l'altezza delle piante. Da
qualche settimana, i semi hanno germogliato e le
nuove piantine hanno iniziato il loro lento
accrescimento.
Nelle prime foglie verdi dischiuse, la speranza
di aver salvato gli ultimi abeti bianchi delle
Apuane.
Il progetto di
salvaguardia di Abies alba Mill.
è pubblicato in due articoli della rivista del
Parco, Acta Apuana, VI (2007).
In sintesi, il progetto è consultabile
cliccando qui
(20 giugno 2010) |