La Bosa...
lo spazio del tempo
vissuto...
"Il
castello di Careggine ... l'abitano uomini robustissimi,
buoni agricoltori e pastori, che vivono del frutto di
castagne, del cacio delle pecore (...). Le granaglie sono
scarse, ma una delle risorse di questa Comunità la
somministra la vite, che produce il miglior vino della
Garfagnana".
Emanuele Repetti, 1833-1846
2010: la
Bosa che verrà...

Il
2010, anno del Venticinquennale del Parco delle Alpi
Apuane, si annuncia ricco di iniziative intorno al
progetto “Bosa” di Careggine, affinché si possa
finalmente raggiungere un primo livello di gestione
sperimentale dell’unico centro agricolo-naturalistico
dell’area protetta e contigua. I lavori di
ristrutturazione e di ampliamento del secondo edificio
sono già partiti ed altri di sistemazione delle aree a
verde d’intorno sono a buon punto. Nel corso del 2010
gli obiettivi da cogliere sono diversi ed ambiziosi. Per
prima cosa c’è da terminare la stalla e ricovero
attrezzi che, al di là della necessità di utilizzo per i
lavori agricoli, vuole rappresentare un esempio
tangibile di costruzione tradizionale in legno.
L’intervento è stato fino ad oggi eseguito in un
cantiere autogestito dal personale dell’Ente e si
segnala per alcune soluzioni di ingegneria naturalistica.
Si è così voluto rendere evidente a tutti l’efficacia di
queste tecniche di sistemazione dei versanti e il loro
corretto inserimento nel paesaggio agrario del luogo.
Insieme a questo progetto avrà definizione l’opera di
raccolta delle acque piovane dai tetti degli edifici e
di loro deposito in serbatoi interrati per l’irrigazione
delle colture agricole e per il mantenimento di un’area
umida artificiale, in cui conservare la rara flora
spontanea di torbiere e ristagni d’acqua.
È previsto che il cantiere edile del nuovo fabbricato
conduca a termine i lavori nel tardo autunno del 2010. I
locali troveranno un’articolata destinazione soltanto
negli anni successivi, con il Museo di Storia Naturale
insieme ad un’aula conferenze e sala riunioni da
collocare al primo piano. Completeranno il disegno
gestionale l’allestimento, al piano terra, di spazi per
la conservazione e trasformazione dei prodotti agro-alimentari
della “Bosa” e dintorni, nonché per attività ricreative
di gruppi di visitatori e di accoglienza di turisti e di
fruitori delle ippovie.
Il Centro agricolo-naturalistico è comunque chiamato,
già nel 2010, ad essere luogo elettivo di iniziative ed
attività capaci di vivificare e dare un senso alla
struttura. È dunque confermata la felice esperienza di
didattica ambientale dell’agricoltore custode,
che ha visto diverse scuole praticare la conservazione
delle cultivar locali (quali il “formenton otto
file” della Garfagnana), nel loro sviluppo naturale
stagionale, dalla semina alla raccolta. Continuerà pure,
con analoghi obiettivi di mantenimento della
biodiversità, la coltivazione di varietà locali e
antiche di specie vegetali d’uso agro-alimentare, con
particolare attenzione al “pastinocello” (o carota delle
Apuane) e a diverse qualità di fagioli dell’area
lucchese e massese. Il Centro ha l’ambizione di divenire
luogo di ‘redifussione’ sul territorio di varietà di
piante “dimenticate”, che la globalizzazione ha spinto
sull’orlo dell’estinzione o della marginalità.
Proprio per
offrire un luogo di scambio di semi e di acquisto di
prodotti biologici della “Bosa”, verrà realizzata la
prima “bottega del Parco” negli spazi dell’edificio
storico del Centro, con l’utilizzo di un curato
allestimento d’epoca, che possa ricostruire l’atmosfera
dei negozi di generi alimentari ed ortofrutticoli
precedenti all’avvento di strumenti e macchinari
elettrici. Per il 2010, la “bottega” verrà aperta
soltanto in occasione di eventi particolari o di visite
programmate, a partire dalle manifestazioni “Alpi Apuane
in festa” e “Festa della Castagna” e non solo.
Infine, la
necessità di dar corso ad una prima ipotesi di attività
stagionale alla “Bosa”, ha suggerito di allestire qui
una mostra didattica dal titolo “Paesaggi nascosti:
le zone umide un patrimonio da scoprire”, che
rimarrà aperta al pubblico nel periodo che intercorre
tra i due eventi prima ricordati, da metà agosto ai
primi d’ottobre.
Antonio Bartelletti

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LA BOSA:
come si arriva in auto:
(da Lucca):
si risale il Serchio, lungo la strada di fondovalle e si raggiunge
Castelnuovo Garfagnana dopo 48 km. Si procede poi, ancora lungo il
pedemonte apuano, seguendo la regionale n. 445 fino a Póggio di
Camporgiano, per poi imboccare la provinciale n. 49 in direzione di
Caréggine, per un totale di 63 km.
(da Massa)
si lascia la A12 al casello di Massa e si seguono le indicazioni per
Antona. La via provinciale n. 4 supera la località di Pian della
Fioba ed attraversa la dorsale apuana presso la galleria del Passo
del Vestito. Si raggiunge Arni e poi, all'altezza di Tre Fiumi, ci
si immette sulla strada proveniente dalla Versilia (SP 13). Da
questo punto si prosegue in direzione della Garfagnana per quasi 4
km, dopodiché si prende una deviazione a sinistra, per la via
comunale che corre in direzione di Capanne di Caréggine e Porreta.
Giunti in loc. Maestà della Formica si discende lungo la provinciale
n. 69 verso Carèggine, per un totale di 46 km.
(dalla Versilia) si esce al casello Versilia dell'A12
e si seguono le indicazioni per Castelnuovo Garfagnana. Dopo
Seravezza (55 m), la via provinciale (n. 9 e 10) passa per Ruosina,
Retignano, Levigliani e Terrinca. Si oltrepassa la galleria del
Cipollaio e si incrocia la strada proveniente da Massa. Il percorso
è, da qui in poi, lo stesso di cui sopra, per un totale di 44 km