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La Bosa... lo spazio del tempo vissuto...
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Il castello di Careggine ... l'abitano uomini robustissimi, buoni agricoltori e pastori, che vivono del frutto di castagne, del cacio delle pecore (...). Le granaglie sono scarse, ma una delle risorse di questa Comunità la somministra la vite, che produce il miglior vino della Garfagnana".
Emanuele Repetti, 1833-1846

La Bosa: cosa sarà

Lo stato dell'arte
Il Parco Regionale delle Alpi Apuane nel proprio programma triennale delle opere pubbliche, prevede la realizzazione di un Centro agricolo naturalistico alla "Bosa", in Comune di Careggine. 
Tale programma, che comprende azioni diverse quali il restauro e il recupero architettonico di edifici, il recupero paesaggistico ed agrario di aree rurali dismesse, l’utilizzo di energie rinnovabili ed altro, è stato avviato da tempo ed in parte è già stato realizzato.
Dal punto di vista immobiliare il Centro agricolo naturalistico è composto da due fabbricati e da una serie di fondi agricoli, per complessivi 4 ettari circa.
Il fabbricato principale, originariamente utilizzato come stalla, a pianta rettangolare, organizzato su due piani, delle dimensioni di ml 8,20 x ml 12,00, realizzato in muratura di pietra faccia a vista, con copertura in lastre di pietra, con elementi architettonici e particolari di pregio, è stato oggetto di un restauro architettonico terminato nel 2005 ed è attualmente utilizzato come prima struttura funzionale del Centro agricolo naturalistico.
Il fabbricato secondario, originariamente utilizzato come residenza contadina, è un edificio a pianta rettangolare, organizzato su due piani, delle dimensioni di ml 5,50 x ml 13,50, realizzato in muratura mista di scaglie di pietra e laterizio, in parte a faccia a vista in parte ricoperta da intonaco, con copertura in lastre di pietra e marsigliesi. Il fabbricato non ha pregi o caratteristiche particolari ed inoltre un terzo dell’edificio è frutto di una recente edificazione, presentando muratura in pietra listata da cordoli in cemento armato e mattoni, tipica dell’edilizia rurale del secondo dopoguerra.
Le strutture murarie verticali sono interessate da grandi lesioni e da un generale consistente deperimento. La copertura è quasi totalmente crollata.

L'intervento progettato
Considerate le precarie condizioni statiche dell’edificio e considerato altresì che lo stesso non rappresenta alcun valore architettonico si ritiene di intervenire tramite la completa demolizione dell’esistente, il riciclo dei materiali riutilizzabili (quali le pietre della muratura) e la ricostruzione di un nuovo fabbricato posizionato sul medesimo sito dell’originario con un piccolo ampliamento a valle.
Tale intervento consente per l’altro, da un lato di dare una risposta più adeguata alla problematica antisismica, dall’altro di ricostruire secondo criteri della bioarchitettura che consentono di realizzare un edificio a basso consumo energetico e a basse emissioni ambientali.
Anche il nuovo fabbricato a pianta rettangolare, come il precedente, sarà organizzato su due piani. Il piano seminterrato è realizzato in muratura di cemento armato rivestito esternamente di pietra, per uno spessore complessivo di cm 50. Il piano superiore è realizzato in blocchi di laterizio antisismici, protetti da un cappotto in tavolato di castagno. La copertura è ventilata e il manto comprende coppi e tegole in laterizio integrati da pannelli fotovoltaici.
Dal punto di vista funzionale il nuovo fabbricato accoglierà al piano primo il Museo della Castagna e del Territorio e al piano seminterrato un Punto Tappa delle Ippovie Toscane.
La presente opera è una parte dell’intervento generale di realizzazione del Centro Agricolo Naturalistico, che dal punto di vista edilizio prevede ulteriori volumetrie. In particolare, a valle, in prosecuzione del primo edificio si prevede la costruzione di una serra bioclimatica con la duplice funzione di contribuire al riscaldamento del fabbricato e di realizzare colture in serra. Ai piani inferiori della serra, sono previsti locali per la conservazione e la preparazione dei cibi: una cantina e un forno da utilizzarsi soprattutto per le attività legate alla didattica ambientale.
L’intervento in oggetto viene realizzato dal Parco tramite fondi della Regione Toscana. Dal punto di vista delle autorizzazioni edilizie l’intervento è soggetto all’ottenimento del permesso a costruire, da rilasciarsi a cura del Comune di Careggine. L’immobile ricade all’interno dell’area contigua del Parco Regionale delle Alpi Apuane, come identificata dalla legge regionale 65/97, soggetta al rilascio della autorizzazione paesaggistica sempre da parte del Comune di Careggine.

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LA BOSA:

dov'è

cos'è

programma 2010


come si arriva in auto:

(da Lucca): si risale il Serchio, lungo la strada di fondovalle e si raggiunge Castelnuovo Garfagnana dopo 48 km. Si procede poi, ancora lungo il pedemonte apuano, seguendo la regionale n. 445 fino a Póggio di Camporgiano, per poi imboccare la provinciale n. 49 in direzione di Caréggine, per un totale di 63 km.

(da Massa): si lascia la A12 al casello di Massa e si seguono le indicazioni per Antona. La via provinciale n. 4 supera la località di Pian della Fioba ed attraversa la dorsale apuana presso la galleria del Passo del Vestito. Si raggiunge Arni e poi, all'altezza di Tre Fiumi, ci si immette sulla strada proveniente dalla Versilia (SP 13). Da questo punto si prosegue in direzione della Garfagnana per quasi 4 km, dopodiché si prende una deviazione a sinistra, per la via comunale che corre in direzione di Capanne di Caréggine e Porreta. Giunti in loc. Maestà della Formica si discende lungo la provinciale n. 69 verso Carèggine, per un totale di 46 km.

(dalla Versilia): si esce al casello Versilia dell'A12 e si seguono le indicazioni per Castelnuovo Garfagnana. Dopo Seravezza (55 m), la via provinciale (n. 9 e 10) passa per Ruosina, Retignano, Levigliani e Terrinca. Si oltrepassa la galleria del Cipollaio e si incrocia la strada proveniente da Massa. Il percorso è, da qui in poi, lo stesso di cui sopra, per un totale di 44 km.