"Autunno Apuano" - Bosa di Careggine, sabato 27 e domenica 28 settembre 2014 - due pullman gratuiti da Pietrasanta e Massa per partecipare all'evento domenicale (prenotazione obbligatoria allo 0583 644.242)


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Progetti ed interventi

zone umide
abete bianco


aquila reale
muflone
lupo



Guida alle piante palustri
(iPhone, iPod touch, iPad)

 

 
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l'app (per dispositivi Apple)

 


Le Alpi Apuane
sono un
Geoparco
europeo e mondiale



Dal 2001 è partita
l'iniziativa per il
riconoscimento delle 
Alpi Apuane come
Geoparco.
Il dossier di
presentazione è stato
definito nel 2010,
per l'ammissione alla
Rete Europea e Globale
dei Geoparchi, che
lavora
sotto gli auspici
dell'Unesco.
Nel 2011, a Lagensund
(Norvegia), l'ammissione
 tra i Geoparchi
EGN-GGN.


contatti

info@parcapuane.it

Parco Regionale
delle Alpi Apuane
via Corrado Del Greco, 11
55047 Seravezza (Lucca)

telefono: +39 0584 758211
fax: +39 0584 758203


Alpi Apuane: tesoro di biodiversità


Lupi, cervi e compagnia. In linea i video migliori del monitoraggio faunistico primaverile-estivo nel Parco delle Alpi Apuane

Proseguono le attività di fototrappolaggio “in continuum” che consentono di rilevare durante tutto l’anno la presenza delle specie più appariscenti, in particolare dei mammiferi di media-grossa taglia. Una selezione dei migliori video registrati nel periodo primaverile-estivo è  ora disponibile on-line
Lupi, cervi e altro ancora, ripresi nel Parco intenti nelle attività basilari del loro ciclo vitale: mangiare, giocare , corteggiare il partner o spostarsi semplicemente. Buona visione a tutti gli amanti della natura.

 


I cervi immortalati con videotrappole: ulteriore conferma della presenza di nuclei stabili nel Parco delle Alpi Apuane

Da diverso tempo l’U.O.”Vigilanza e gestione della fauna” del Parco utilizza foto-videotrappole per implementare le azioni di monitoraggio della presenza di alcune specie faunistiche di interesse conservazionistico, quali il lupo, o gestionale come sono gli Ungulati. Grazie a queste strumentazioni è stato possibile ottenere negli scorsi anni la conferma “visiva” e oggettiva del ritorno del lupo e dell’insediamento del cervo sulle Alpi Apuane, entrambi provenienti per diffusione naturale dal vicino Appennino Tosco-emiliano. Nello scorso mese di settembre si è svolto il censimento al bramito del cervo, limitatamente ad alcuni settori del versante garfagnino del Parco, dove la specie è più diffusa e in apparente incremento. Dai bramiti sono stati identificati 6 diversi maschi, alcuni dei quali avvistati assieme ad una femmina. Alcuni recenti filmati, registrati con una videotrappola piazzata negli stessi settori, confermano ulteriormente la presenza di nuclei ormai stabili di questo imponente ungulato, con maschi, femmine e giovani ripresi presso una pozza di abbeverata.

  


Le zone umide del Parco

Nelle Alpi Apuane le aree palustri sono poco frequenti; ciò è dovuto soprattutto alla prevalente natura calcarea del substrato, la cui elevata permeabilità non consente, per lungo tempo e in nessun periodo dell’anno, ristagni significativi di acqua sul terreno; inoltre, un fattore ugualmente sfavorevole è rappresentato dalla morfologia particolarmente acclive di tale complesso montuoso, la cui energia del rilievo contraddistingue versanti con pendenze notevoli, del tutto inadatti a contenere masse idriche di un qualche valore. Neppure i fenomeni morfogenetici glaciali, per altro presenti, sono riusciti - se non in rare condizioni - a determinare avvallamenti, concavità o superfici pianeggianti degne di nota, in cui ricercare torbiere, paludi o piccoli laghi montani. Tuttavia non mancano sulle Apuane esempi di aree umide, oggi divenute delicatissime, che conservano entità vegetali notevoli ed in alcuni casi di grande interesse geobotanico.

vai alla sezione dedicata (in costruzione)


Gli alberi monumentali delle Alpi Apuane

L'elenco aggiornato dei grandi patriarchi, che vegetano nell'area protetta e contigua, con tutte le informazioni su altezza della chioma, circonferenza del fusto, stato di salute ed età presunta.

 

Scoperto ad Orto di Donna un faggio ultrasecolare
Le visite in un territorio storicamente vissuto e studiato come quello delle Alpi Apuane, possono lo stesso riservare felici sorprese. Questa è il caso di un esemplare annoso e gigantesco di faggio (Fagus sylvatica L.), rinvenuto oggi in località Orto di Donna (Comune di Minucciano), all'interno del Parco, verso i 1300 metri di quota. Il fusto del "Patriarca" misura 3,11 m di circonferenza e con la chioma si spinge ad un'altezza di 25 m dal suolo. L'età non è conosciuta, ma potrebbe tranquillamente superare i due secoli.
L'esemplare di Orto di Donna si aggiunge ad altri faggi monumentali delle Alpi Apuane, che vegetano, ad esempio, alla Fania di Stazzema (con 3,8 m di circonferenza), a Compito di Stazzema (ancora di 3,8 m) e a Sella di Pescaglia (3,1 m).



 

Le aquile reali sulle Apuane



ingrandisci l'aquila in volo sulle Panie

Due nuove piante carnivore



Le pinguicole endemiche delle Apuane

Le Apuane nel loro nome


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Triturus alpestris apuanus (Bonaparte)

 


Piccoli abeti crescono

Sono rimasti soltanto in quattordici alberi, non tutti in buone condizioni di salute. Arroccati sulle pendici scoscese del versante nord del M. Contrario, hanno una enorme difficoltà a riprodursi, quasi soffocati dai faggi invadenti, dopo aver dominato il paesaggio forestale delle Alpi Apuane nel Postglaciale fino all'alto Medioevo.
il Parco si è preso a cuore la sorte della popolazione apuana di Orto di Donna-Val Serenaia che, insieme a quella della Verna (Arezzo), rappresentano le uniche meritevoli di essere incluse nel Repertorio regionale della Toscana per la conservazione del germoplasma dell'abete bianco. La strategia di difesa di questa piccolissima popolazione, giunta sull'orlo dell'estinzione, prevede diversi interventi. Tra questi anche la produzione di nuove piantine da seme raccolto da piante-madri di Orto di Donna-Val Serenaia.
Così è stato fatto nell'autunno scorso, non senza difficoltà per la natura dei luoghi e l'altezza delle piante. Da qualche settimana, i semi hanno germogliato e le nuove piantine hanno iniziato il loro lento accrescimento.
Nelle prime foglie verdi dischiuse, la speranza di aver salvato gli ultimi abeti bianchi delle Apuane.

Il progetto di salvaguardia di Abies alba Mill. è pubblicato in due articoli della rivista del Parco, Acta Apuana, VI (2007). In sintesi, il progetto è consultabile cliccando qui





"Apuane: le montagne d'acqua"
di Valter Torri    filmato integrale (53')

 

 

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